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Masticationpedia
Masticationpedia
Article by: Gianni Frisardi

Abstract (Open Access)

Il sistema masticatorio (denti, occlusione, muscoli, articolazioni, afferenze periferiche e controllo centrale) non si comporta come un semplice meccanismo biomeccanico, ma come un sistema complesso capace di adattamenti e compensi neuromuscolari. In questa prospettiva, la tradizionale categoria di “malocclusione” diventa epistemologicamente fragile: una discrepanza morfologica può coesistere con una funzione sorprendentemente stabile, mentre un’“occlusione ideale” non garantisce, da sola, benessere funzionale.

Masticationpedia nasce in un punto preciso del ciclo di Kuhn: quando le anomalie cliniche crescono e il modello dominante inizia a mostrare limiti strutturali. L’obiettivo dell’introduzione è aprire un cambio di paradigma: dal giudizio statico sulla forma al riconoscimento dinamico di neuroplasticità trigeminale, sensorimotor cortex e circuiti riflessi come elementi centrali della stabilità (o instabilità) clinica.

Un caso esemplare mostra come un paziente con morso incrociato posteriore e morso aperto anteriore possa rifiutare una terapia invasiva riferendo funzione normale. Test elettrofisiologici (stimolazioni e riflessi) indicano una simmetria funzionale bilaterale nonostante la “malocclusione visiva”. Ne deriva una proposta lessicale più precisa: parlare di Dismorfismi Occlusali (forma) e distinguere la forma dalla reale qualità funzionale (codice neuromuscolare).

Questo approccio non “nega” ortodonzia e protesi: le ricolloca dentro un quadro integrato in cui morfologia, funzione e risposta neurofisiologica devono essere lette insieme per prevenire recidive e fallimenti, aprendo la strada a protocolli OrthoNeuroGnathodontici e, più avanti, a modelli diagnostici formali (Indice Ψ).


Le 3 domande guida (e le risposte che questo capitolo introduce)

1) Se vedo una malocclusione, devo trattarla?

Non necessariamente. Il capitolo mostra che forma ≠ funzione: alcune asimmetrie occlusali possono essere compensate da adattamenti neuromuscolari e da una simmetria funzionale rilevabile con test neurofisiologici. Per questo Masticationpedia propone di sospendere il giudizio “malum” implicito in “malocclusione” e ragionare in termini di dismorfismo (descrizione morfologica) + valutazione funzionale.

2) Perché la biomeccanica da sola non basta a spiegare i fallimenti clinici e le recidive?

Perché il sistema masticatorio è regolato da un controllo neurofisiologico (trigeminale e corticale) e produce comportamenti emergenti: la stabilità non è solo un incastro di denti, ma un equilibrio dinamico tra recettori periferici, circuiti riflessi, e plasticità del sistema nervoso. Senza questa lettura, la terapia può “correggere la forma” ma non intercettare il motivo per cui il sistema torna a instabilità.

3) Come si costruisce una diagnosi davvero interdisciplinare, verificabile e utile?

Il capitolo spiega che serve un ponte tra discipline: epistemologia (limiti e significato dei termini clinici), neurofisiologia (misure e simmetrie funzionali), e clinica riabilitativa (decisione terapeutica). La diagnosi diventa più verificabile quando integra misure riproducibili e interpretazioni contestuali, evitando scorciatoie (p-value inteso come “verdetto”) e riconoscendo che la medicina lavora spesso su categorie graduali e non binarie.


Cosa trovi nel capitolo completo (per i membri)

  • Il ciclo di Kuhn applicato alla riabilitazione masticatoria (Scienza Normale → Crisi → Rivoluzione)
  • Epistemologia e verificabilità (inclusi esempi logici e discussione su p-value e inferenza)
  • Interdisciplinarità come necessità pratica (paradigma “fisico” vs “ingegneristico”)
  • Passaggio concettuale: Malocclusione → Dismorfismo occlusale
  • Caso clinico con test elettrofisiologici e implicazioni sulla decisione terapeutica
  • Discussione su neuroplasticità trigeminale e ruolo della face sensorimotor cortex
  • Conclusione: perché il sistema masticatorio va trattato come sistema complesso

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