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Versione delle 13:22, 29 dic 2025
Introduction Abstract
Article by: Gianni Frisardi
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Abstract
Il sistema masticatorio (denti, occlusione, muscoli, articolazioni, controllo nervoso centrale e periferico) va compreso come sistema complesso e non come semplice meccanismo biomeccanico. In questa cornice, le anomalie che non rientrano nei modelli tradizionali funzionano come “segnali di crisi” (Kuhn), spingendo verso un cambio di paradigma diagnostico e terapeutico.
In Masticationpedia questo passaggio si traduce in un approccio interdisciplinare che sposta il focus da “Malocclusioni” a “Dismorfismi Occlusali”, perché la morfologia non basta a predire la funzione. I test elettrofisiologici (potenziali evocati motori, riflessi mandibolari, periodo silente) mostrano che una simmetria neuromuscolare funzionale può essere presente anche in pazienti con discrepanze occlusali evidenti. Questo dato contraddice l’idea che l’asimmetria morfologica equivalga automaticamente a disfunzione e suggerisce che il sistema nervoso abbia un ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio funzionale.
Ne deriva una conseguenza clinica: la riabilitazione (ortodonzia, protesi, chirurgia) non può più mirare solo alla “stabilità occlusale” intesa in senso statico, ma deve integrare criteri neurofisiologici per prevenire recidive e ottenere stabilità funzionale a lungo termine. In questa direzione si collocano i trattamenti OrthoNeuroGnathodontici, come modello operativo coerente con la medicina dei sistemi complessi.
Tre domande guida (con risposte essenziali)
- 1) Che cosa
- in che senso il sistema masticatorio è un sistema complesso (e non solo biomeccanico)?
È un sistema in cui morfologia (denti/occlusione) e controllo neurofisiologico (trigemino e reti centrali/periferiche) interagiscono in modo non lineare: la funzione emerge dall’integrazione tra componenti, non dalla forma isolata.
- 2) Perché
- perché “malocclusione” è spesso una categoria insufficiente sul piano funzionale e diagnostico?
Perché la “malocclusione” descrive prevalentemente un’asimmetria morfologica, ma può non corrispondere a una disfunzione: esistono adattamenti neuromuscolari che preservano simmetria e performance funzionale anche in presenza di discrepanze evidenti.
- 3) Come
- come i test elettrofisiologici cambiano la diagnosi e la strategia terapeutica (dalla forma alla funzione)?
Introducono criteri misurabili di simmetria e controllo neuromuscolare (riflessi, potenziali evocati, periodo silente), permettendo una diagnosi basata sulla funzione e guidando terapie orientate alla stabilità funzionale e alla prevenzione delle recidive.
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